Marrakesh: scommetti che ti rimane nel cuore?
Africa e Medio oriente

Marrakesh: scommetti che ti rimane nel cuore?

6 luglio 2026

Marrakech in 4 giorni: cosa vedere, cosa fare e perché ti resta nel cuore

Al primo impatto Marrakesh è caotica. Rumorosa, disordinata, quasi eccessiva. Ma poi ti entra piano piano nel cuore per non uscirne più.

Il tè alla menta versato da altezze vertiginose in piccoli bicchieri che, se ci provi tu a farlo, laveresti il pavimento. I colori delle stoffe, delle ceramiche, delle spezie. I riflessi d’oro dei manufatti appesi da soffitto a terra nei negozietti del centro. I negozi modernissimi, dai design quasi scandinavi, accanto ai negozietti più turistici.

Noi ci siamo stati per 4 giorni, da venerdì a lunedì: siamo partiti da Bologna e atterrati a Marrakech. Ottobre è il mese perfetto, con temperature intorno ai 22 gradi. Cammini tranquillamente in infradito senza soffrire troppo il caldo.

La Medina di Marrakech

Abbiamo soggiornato nella Medina, il centro storico della città. Racchiusa entro le 19 chilometri di mura, la Medina, che è una delle città imperiali del Marocco, si è sviluppata in mille anni di storia, e oggi è Patrimonio dell’Umanità.

Qui non ci sono alberghi veri e propri, ci sono i ryad. In arabo ryad significa paradiso, e infatti è lì che ti senti! Tra i vicoli della città trovi queste porte bellissime, elegantemente scolpite, con insegne discrete. Le apri e ti sembra di entrare in uno showroom etnico curatissimo, con un cortile interno in cui c’è l’immancabile piscina, e il ballatoio da cui si aprono le porte delle camere.

Nel ryad puoi tranquillamente lasciare la porta della tua stanza aperta, di giorno e di notte. I ryad sono molto più che sicuri — del resto a Marrakech ti senti sempre sicuro. Quasi tutti hanno una terrazza da cui vedere la città dall’alto: fare una levataccia per vederla all’alba vale davvero la pena!

Il centro città è un intrico di vicoli e stradine, dove sfrecciano motorini — impari presto a spostarti di lato al suono del clacson, diventa un automatismo — dal nulla si aprono pareti che rivelano cantieri e gironzolano un sacco di gatti.

Il centro nevralgico della Medina è piazza Jamaa el Fna. Qui ci sono gli incantatori di serpenti, i ristoranti mobili per la cena, gli immensi banchi di frutta posizionata come un mosaico.

Questa piazza è così viva e piena da stordire! È immensa, ma sempre piena di gente e di vita. La sera sembra essere il punto di ritrovo di tutta la città.

Visita guidata alla città

La visita guidata della città — la nostra guida marocchina ha un fratello che vive a Fiorano, in provincia di Modena: conosceva molto bene le nostre zone e ci ha accolto con alcune parole in dialetto modenese, è stato fortissimo! — ci ha portato a vedere la madrasa Ben Youssef e il palazzo di Bahia.

Qui ci sono pareti così lavorate che sembrano pizzi sospesi, architetture che sono allo stesso tempo essenziali ed elaboratissime, geometrie che si ripetono creando spazi ipnotici. E turisti. Ci sono tanti turisti a Marrakech, e forse l’unico momento di silenzio in questa città l’abbiamo vissuto all’alba, sul terrazzo del ryad. Ma del resto, se fosse una città silenziosa e meditativa, non sarebbe Marrakech.

I Giardini Majorelle: Yves Saint Laurent a Marrakech

All’opposto della Medina, il quartiere dei Giardini Majorelle: spazioso, elegantissimo e costoso.

I Giardini Majorelle sono tra i luoghi più iconici e suggestivi di Marrakech. Il giardino fu creato negli anni ’30 dal pittore francese Jacques Majorelle, che vi dedicò oltre quarant’anni della sua vita, mescolando botanica e arte in un insieme di ispirazione esotica e vibrante. Piante provenienti dai cinque continenti — cactus, palme, bambù e bouganville — si intrecciano tra specchi d’acqua, viali ombreggiati e pareti dipinte in un intenso blu cobalto, oggi conosciuto in tutto il mondo come il “blu Majorelle”.

Dopo la morte dell’artista, il giardino cadde in un periodo di abbandono fino a quando, negli anni ’80, Yves Saint Laurent e Pierre Bergé se ne innamorarono. Lo acquistarono e lo salvarono dalla distruzione. Da allora divenne per lo stilista un rifugio e una fonte di ispirazione, tanto che scelse di vivere nella villa all’interno del complesso. Dopo la sua morte, le sue ceneri furono sparse proprio nel giardino.

All’interno dei giardini c’è il bellissimo Museo Berbero — prevedete una fila di venti minuti per entrare anche se avete acquistato il biglietto online in precedenza — mentre pochi metri fuori dai giardini c’è il Museo di Yves Saint Laurent, con i suoi bozzetti e un’esposizione dei suoi abiti.

L’escursione in questa parte della città prende poco più di mezza giornata, ed è un must do di una vacanza a Marrakech.

Il deserto dell’Agafay

E poi si parte per il deserto dell’Agafay.

Il campo tendato dove soggiorniamo è a un’oretta di van dalla città. Il deserto dell’Agafay è un deserto di rocce e polvere, di linee sinuose che si perdono all’orizzonte, di albe e tramonti meravigliosi. Il silenzio di notte è assoluto e… la colazione al mattino è stata imperiale!

Tutti i campi nel deserto propongono escursioni come la cammellata o la motorata con i quad, hanno la piscina e il bar può servire alcool. Nella Medina invece per legge non si può, a parte alcuni selezionati locali autorizzati.

La cucina marocchina

Menzione d’onore alla cucina marocchina. Il cibo non è mai esageratamente speziato, e a colazione servono le msemen, una via di mezzo tra una crêpe e una piada, buone da morire. Se poi ci spalmate sopra l’amlou, una crema di mandorle scure, diventerà una droga!

E poi il couscous con le verdure, le tajine, di carne, pesce o vegetariane. E ancora la pastilla: una tortina di carne con un impasto dolce che sembra un’eresia e invece è buonissima.

Sia nei ristoranti che in ryad abbiamo sempre mangiato benissimo!

Cose da fare a Marrakech

Cenare in piazza Jamaa el Fna

Cenare almeno una volta nella piazza Jamaa el Fna è d’obbligo, se non si è troppo schizzinosi.

Fare un trattamento scrub in un hammam

Non solo avrete una pelle liscia per settimane, ma gli hammam sono anche molto belli da vedere.

Fare una motorata nel deserto

La motorata nel deserto è divertentissima. Scegliendo l’ultimo orario disponibile, si gode anche il tramonto sul deserto e si possono fare delle foto splendide nei punti previsti per fermarsi.

Fare shopping

Prevedete dello spazio in valigia: ceramiche, specchi marocchini, tessuti, spezie, abbigliamento — ma non pensate di spendere poco. Vi porterete a casa più cose di quelle che immaginate.

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